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Un voto al PD per una Regione che guarda al futuro!
27 marzo 2010




Comunicato Stampa



Un voto al PD per una Regione per una che guarda al futuro!




La Regione Emilia Romagna, al primo posto per qualità della vita, per l'economia e tantissimi altri settori, dallo scorso dicembre è anche ai primissimi posti tra le regioni italiane che ha risposto concretamente a tutti i dipi di discriminazione, dotandosi di una legge che riconosce gli stessi diritti, per accesso ai servizi pubblici a tutte le famiglie (riconoscendo gli stessi diritti di accesso ai servizi pubblici a tutte le famiglie a prescindere dal tipo di riconoscimento giuridico ed introducendo il
 divieto di discriminazione anche per orientamento sessuale ed identità di genere e questo fa davvero onore al Presidente uscente ed al Partito Democratico per la capacità di saper affrontare le nuove sfide che i cambiamenti e l'evoluzione sociale continuamente ci pongono, avvicinandoci sempre di più plurale ed europea.

Quindi chiediamo di sostenere alla Presidenza della nostra Regione il Presidente Vasco Errani ed il Partito Democratico con il vostro voto di domenica e lunedì prossimi per mantenere l'Emilia Romagna sempre all'avanguardia.

 Come Associazione 3D ( Democratici per pari Diritti e Dignità di lesbiche, gay, bisessuali e trans)  chiediamo di dare la preferenza ai candidati che si sono espressi su alcuni temi che noi stanno molto a cuore, come, un impegno concreto contro l'omofobia ,che promuovano una prevenzione ed informazione  riguardo alle malattie a trasmissione sessuale, che promuova in tutti i comuni il DAV Dichiarazione Anticipata di Volontà , l'atto amministrativo che consente ai cittadini in piena libertà di decidere come e fino a quando essere curati.


Ivan Scanavini
Portavoce 3D Modena





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OMOFOBIA: BERSANI, ACCELERARE ITER DISEGNO DI LEGGE
17 febbraio 2010

OMOFOBIA: BERSANI, ACCELERARE ITER DISEGNO DI LEGGE

(AGI) - Perugia, 13 feb. - E’ necessario accelerare l’iter per l’approvazione del disegno di legge contro l’omofobia. Lo ha detto il segretario del Pd Pierluigi Bersani intervenendo davanti alla platea della XIII assemblea nazionale dell’Arcigay, in corso a Perugia, definendo il fenomeno ‘un’emergenza nazionale’. Bersani ha confermato l’impegno a portare avanti il ddl, che dopo essersi arenato ha ripreso il 10 dicembre il suo iter parlamentare in commissione con la nomina di Paola Concia a relatore. ‘Vogliamo riprendere il filo di questa battaglia - ha affermato Bersani - che va portata avanti pure in un meccanismo di pesi e meccanismi parlamentari che e’ quel che e”. Ai delegati dell’Arcigay, il leader Pd ha detto di considerare ‘un’omissione micidiale’ il fatto che il paese non riesca a regolare in un qualche modo la questione delle unioni civili, mentre sul tema del matrimonio fra omosessuali ha sostenuto che ‘i prossimi pronunciamenti della Corte costituzionale potranno essere occasione per discutere con piu’ serenita’ di questo tema’ e a chi non accetta di confrontarsi ha detto che ‘deve ricordarsi che l’Italia e’ in Europa’. Infine sul tema della genitorialita’, ragionando su quei bambini che gia’ oggi vivono con coppie di genitori omosessuali, secondo Bersani ‘nessuno di loro si dovra’ mai sentire discriminato’. (AGI)



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Omofobia, il Pd: “Ci vuole una legge”
27 gennaio 2010




Approvato lunedì sera in Consiglio comunale un odg che invita

l’amministrazione a chiedere la modifica della legge Mancino

Apprezzamento per l’approvazione in Consiglio comunale di un ordine del giorno contro l’omofobia è stato espresso in una nota congiunta da Ivan Scanavini, portavoce modenese dell'associazione 3D per i diritti civili, e Giulia Morini, prima firmataria dell'Ordine del Giorno.

"L'ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale – si legge in una nota – invita l'amministrazione a farsi promotrice di azioni culturali contro l'omofobia ed a richiedere la modifica della legge Mancino. E’ forse il modo migliore per ricordare oggi gli omosessuali vittime della Shoah. Compiere un reato per colpire una persona in quanto omosessuale è spregevole. Per questo – concludono Scanavini e Morini – chiediamo che lo Stato italiano, in linea con quanto indicato dall'Unione Europea, preveda un'aggravante specifica. Sarebbe un atto civile e concreto, sarebbe la dimostrazione che la Memoria di 'ciò che è stato' è viva".

 




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Appello al Parlamento: avviate la discussione sulle coppie LGBTI
21 gennaio 2010

Lettera aperta in sostegno allo sciopero della fame iniziato il 4 gennaio da Francesco e Manuel, coppia gay di Savona, e firmata da molte associazioni LGBTI, 3D compresa.


Al Presidente del Senato, Sen. Renato Schifani
Al Presidente della Camera dei Deputati, On. Gianfranco Fini
Ai Capigruppo del Senato della Repubblica
Ai Capigruppo della Camera dei Deputati
Al Presidente della 2^ Commissione Giustizia del Senato, Sen. Filippo Berselli
Al Presidente della Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, Sen. Pietro Marcenaro
Al Presidente della Commissione II Giustizia della Camera dei Deputati,
On. Giulia Bongiorno
Al Presidente della Commissione XII Affari Sociali della Camera dei Deputati On. Giuseppe Palumbo

In 20 paesi europei sono in vigore leggi che riconoscono, pur nella pluralità e nella differenza di istituti e strumenti civili, le coppie di persone dello stesso sesso e ad esse attribuiscono precisi diritti e doveri, analogamente a quanto è previsto per le coppe formate da persone di sesso diverso.

Nella Carta dei Diritti, parte integrante del Trattato di Lisbona, e in diversi atti ufficiali dell’Unione si sollecitano i paesi aderenti a non discriminare le coppie omosessuali e quindi a legiferare in materia.

Milioni di persone omosessuali, transessuali, trans gender, intersessuali in Italia si devono invece confrontare con un’umiliante indifferenza da parte delle istituzioni nazionali rispetto alla necessità che i loro amori, progetti di vita, diritti umani siano finalmente previsti nell’ordinamento.

Il movimento lgbti italiano, formato dalle persone che subiscono discriminazioni a causa della loro identità di genere o del loro orientamento sessuale, da decenni, attraverso grandi manifestazioni nazionali, iniziative, campagne sociali e culturali, ha tentato di far comprendere alla politica che in assenza di una legge, le coppie di persone lgbti sono consegnate a un’ingiusta e insopportabile clandestinità sociale.

Dal 4 gennaio Francesco e Manuel, una coppia di ragazzi gay di Savona hanno iniziato uno sciopero della fame per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica rispetto al fatto che migliaia di coppie non sono tutelate dallo Stato italiano e non possono accedere a diritti e doveri che sono normali ed imprescindibili per tutti gli altri cittadini.

Il loro gesto segnala più di ogni altra cosa la situazione in cui siamo costretti a vivere e esprime l'impossibilità per tutte e tutti noi di continuare a sopportare quello che è di fatto lo status di fantasmi sociali, ovvero la negazione del nostro diritto ad una vita serena, diritto che riteniamo ci appartenga pienamente in qualità di cittadine, cittadini e contribuenti di questo Stato, ma negato a causa dell’assenza dei necessari provvedimenti legislativi in questa materia.

Per tutte queste ragioni, facciamo appello alla vostra sensibilità e, quali rappresentanti di tutto il popolo italiano e dell'unità della nazione, vi chiediamo di superare quelli che per noi sono incomprensibili veti e pregiudizi e di dare un chiaro segnale di interesse avviando al presto nei rami del Parlamento una discussione che porti finalmente al riconoscimento della pari dignità e pari diritti per le persone e le coppie lgbti.


Arcigay, Arcilesbica, Agedo, Associazione Radicale Certi Diritti, Associazione Crisalide PanGeneder, Associazione Lista Lesbica italiana, Associazione Trans Genere, Circolo Mario Mieli di Roma, Coordinamento Torino Pride, Famiglie Arcobaleno, Gay Roma.it, I Ken Onlus Napoli, Ireos Onlus Firenze, Liberamente NOI Roma, Mit, Nuova Proposta Roma, Open Mind Catania, Queer. Sel – Sinistra e Libertà Ecologia per la cultura differenze, 3D – Democratici per pari Diritti e Pari Dignità di lesbiche, gay, bisessuali, trans*, Roma Rainbow Choir, Arcigay Napoli, Arcilesbica Napoli, Arcigay Roma, Alessandra Brussato Mestre-Venezia.



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Approvata la norma antidiscriminazioni nella finanziaria regionale: l’Emilia Romagna non china il capo e difende i deboli
23 dicembre 2009
  

“l’Emilia Romagna non china il capo e difende i deboli"
"Quella che altrove non sarebbe nemmeno una notizia, in Italia appare quasi un miracolo”


"Troppe volte abbiamo assistito a politici condizionati dalle gerarchie ecclesiastiche, che non sono riusciti ad interpretare il proprio agire politico nell'interesse esclusivo di tutti i cittadini e le cittadine che li hanno eletti e che rappresentano: dal Consiglio Regionale dell'Emilia Romagna giunge invece un esempio alto di politica che, non cedendo a pressioni esterne, ha saputo porsi a difesa delle persone più deboli e discriminate", sono le dichiarazioni di Ivan Scanavini, portavoce provinciale per Modena, di 3D-Democratici per pari Diritti e Dignità di lesbiche, gay, bisessuali e trans.

"Mentre a Roma il Parlamento a maggioranza di centro-destra non è riuscito nemmeno ad approvare una legge contro l'omofobia, in Emilia Romagna l'art.48 della Legge Finanziaria dice parole chiare contro ogni discriminazione: tutelando non solo gay e lesbiche, ma anche le persone transessuali che spesso risultano oggetto delle peggiori discriminazioni, vengono recepiti i principi contenuti nella nostra Costituzione, nella Dichiarazione dei Diritti Umani, nella Carta di Nizza ed in numerose direttive dell'Unione Europea, purtroppo ancora in gran parte ignorate dall'Italia".

"In un Paese normale non sarebbe nemmeno una notizia quello che da noi appare quasi come un miracolo", ringrazio, a nome dell'Associazione 3D, il Presidente Errani, la Giunta ed il Consiglio Regionale dell'Emilia Romagna, per la determinazione con cui hanno saputo mantenere fermo l'obiettivo fondamentale del superamento di ogni discriminazione.  



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“L’estensione dei diritti rafforza il patto di cittadinanza”
2 dicembre 2009

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 Emilia Romagna

 

1 dicembre 2009

 

“L’estensione dei diritti rafforza il patto di cittadinanza”

Il segretario regionale del Pd Bonaccini commenta così le parole del cardinale Caffarra

 

Trasmettiamo una dichiarazione del segretario regionale del Pd Stefano Bonaccini

 

“Pur nel rispetto delle opinioni espresse dal cardinale Carlo Caffarra sono convinto che bene abbia fatto la Regione Emilia-Romagna ad estendere a tutte le persone conviventi sotto lo stesso tetto, sposate o no, l’accesso al welfare regionale, attuando in questo modo un principio antidiscriminatorio di accesso ai servizi e rafforzando al tempo stesso il patto di cittadinanza che tiene unita una comunità”.

 

 

 

 




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SANTACROCE (3D): "CREDIAMO CHE ERRANI VADA SOLAMENTE RINGRAZIATO"
1 dicembre 2009
Di seguito riporto il comunicato di 3D sulle dichiarazioni del Cardinale Caffarra: potete trovare il testo integrale delle dichiarazioni del Cardinale all'indirizzo:
http://bologna.repubblica.it/dettaglio/lappello-integrale-del-cardinal-caffarra-dio-vi-giudichera-anche-chi-non-crede/1793835


“Stupore e preoccupazione” viene espresso da Carlo Santacroce, presidente dell’associazione ‘3D – Democratici per pari Diritti e Dignità di lesbiche, gay, bisessuali e trans’, in riferimento alle durissime dichiarazioni contenute nella lettera inviata dal Cardinale Caffarra al Presidente della Regione Vasco Errani.

“La Giunta Regionale, nella proposta di legge regionale, non ha fatto altro che sancire” – prosegue Santacroce – “che la Regione, nell’accesso a tutti i servizi debba attenersi ai principi anti-discriminatori sanciti dalla Costituzione e da tutti i trattati internazionali, a partire dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, proclamata a Nizza quasi nove anni esatti fa”

“Ci stupisce, in particolare, che proprio nel giorno dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, venga così aspramente attaccata una proposta volta semplicemente a rendere più giusta, accogliente ed europea la nostra Regione.”

"Non ci interessa alimentare nessuna polemica” - conclude Santacroce – “ma crediamo che l’impegno a superare le discriminazioni nei confronti di quelli che vengono definiti “diversi” vada letto come un passo avanti e crediamo che per questo non si possa che ringraziare il Presidente Vasco Errani”.



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Pd/ Scalfarotto ad Affari: "Bene Bersani, ora il colpo d'ala"
13 novembre 2009


Dall'appoggio alla mozione di Ignazio Marino, all'investitura (condivisa con Marina Sereni) come vicepresidente del Partito Democratico: quello guidato da Pierluigi Bersani. Per Ivan Scalfarotto - blogger, esperto di risorse umane e storico rappresentante della comunità gay - una sfida nuova e tutt'altro che semplice

Martedí 10.11.2009 15:24


Di Francesco Cocco

Dall'appoggio alla mozione di Ignazio Marino, all'investitura (condivisa con Marina Sereni) come vicepresidente del Partito Democratico: quello guidato da Pierluigi Bersani. Per Ivan Scalfarotto - blogger, esperto di risorse umane e storico rappresentante della comunità gay - una sfida nuova e tutt'altro che semplice.

Lei ha accettato la vicepresidenza del Pd: un partito in cui le cariche sanno essere politicamente molto logoranti.
"Chi ha deciso di fare politica non può fuggire di fronte alle responsabilità. Nel progetto del Pd io credo molto fortemente e per questo, quando mi è stato chiesto di dare un contributo, l'ho fatto assai volentieri. So che sarà un impegno enorme e una grandissima responsabilità e al tempo stesso sono molto orgoglioso di essere stato eletto. Cercherò di essere all'altezza del compito".
 

Ivan Scalfarotto
Ivan Scalfarotto
Che cosa pensa del primo discorso di Bersani?
"E' stato un discorso estremamente pragmatico, solido, forte. Abbiamo avuto una fase congressuale in cui il dibattito è stato molto acceso. Per questo, un discorso che unisse era ciò che desideravano tutti per gettarsi alle spalle il periodo precedente e cominciare a lavorare insieme. Poi, io sono dell'opinione che ci voglia sempre un colpo d'ala, un po' di visione. Credo che tutte le componenti del partito possano lavorare in quest'ottica. Noi della mozione Marino, che di visione ne abbiamo sempre avuta tanta, continueremo a mettere questo seme  di futuro nel partito".

Lei è uno di punti di riferimento della comunità gay. Sul tema dei diritti delle persone omosessuali, finora il Pd ha avuto grossi problemi di posizionamento. Solo poche settimane fa, la bocciatura della legge contro l'omofobia, anche con il voto contrario della deputata democratica Paola Binetti.
"Certo in Italia questa è un'area di lavoro ancora da esplorare. Il nostro paese è molto indietro rispetto alle altre nazioni europee e questa distanza va colmata. Da anni lavoro su questi temi e non sono il solo. Penso al grande lavoro che ha fatto e sta facendo Anna Paola Concia (deputata del Pd, prima firmataria della legge contro l'omofobia, ndr). Bisogna proseguire in questa direzione. Il fatto che una persona omosessualle come me sia stata nominata vicepresidente del partito spero porti almeno bene. Abbiamo, ricordo, una presidenza e  una vicepresidenza con due donne e un gay. Visto che sempre denunciamo i segnali negativi, quando ce ne sono di positivi è giusto celebrarli".

Intanto dal Pd è  uscita, o sta uscendo, una parte della componente che fa capo a Francesco Rutelli.
"Da quello che ho capito, finora è più una defezione individuale che di un gruppo. Fino a questo momento, non è stata ufficializzata nessuna altra uscita. Nel suo discorso, Bersani ha dato un'ottima risposta: noi siamo un partito per definizione plurale, che ospita tante anime. C'è una componente cattolica molto, molto forte; c'è la presidenza di Rosy Bindi; c'è Enrico Letta vicesegretario unico; il capogruppo alla Camera, Dario Franceschini. Insomma, non mi sembra che si apra una falla dal lato della componente cattolica. Capisco la scelta di Rutelli ma non la condivido. L'idea del Pd è quella di un partito inclusivo, che vada da Rutelli a Scalfarotto".




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OMOFOBIA: il centrodestra si vergogni, tutti capiscano che è emergenza democratica!
15 ottobre 2009
E' solo di due giorni fa l'ultima aggressione a stampo omofobo, avvenuta nel centro di Roma: se questa emergenza, che in realtà è purtroppo quotidianità, avesse interessato altre categorie di persone, il centrodestra sarebbe insorto, invocando misure urgenti e drastiche per fermare questa spirale.
Così non è.
Poiché le violenze riguardano gay, lesbiche e trans, oggi l'UDC, la Lega, il PDL (e Paola Binetti) hanno affossato la proposta di legge che dovrà ora riniziare da capo il proprio iter.

Questo è ciò che è successo oggi alla Camera

La Ministra Carfagna sta tentando di dimostrare inutilmente come sia stato il PD ad affossare la legge, non permettendo il ritorno in Commissione.
Sono falsità: quella legge veniva dalla Commissione, la Ministra la conosceva e la condivideva almeno a parole) ed era stata una faticosa, difficile e risicata mediazione tra maggioranza e opposizione.
La verità è che il centrodestra ha voluto bloccare quella legge: non a caso la pregiudiziale (che si basa su falsità come il fatto che l'orientamento sessuale non sia presente nel nostro orientamento legislativo) veniva dall'UDC, il partito che sempre si è speso per impedire l'approvazione di una legge sull'omofobia (dando così ascolto alle pressioni delle gerarchie ecclesiastiche); non a caso è stata sostenuta da Paola Binetti.

Tutto ciò in fondo è naturale e era prevedibile.
Il Parlamento che ha affossato questa legge è espressione della stessa maggioranza che si è dimostrata incapace di dimostrare coraggio e laicità nelle proprie scelte: la stessa che propone il respingimento indifferenziato dei migranti, lo stesso che approva una legge clericale e disumana sul testamento biologico.

Ora deve apparire a tutti chiaro che il tema dei diritti e della dignità di gay, lesbiche, bisessuali e trans, non è un tema marginale, di pochi (che pochi non sono), ma un pezzo organico dell'emergenza democratiche del nostro Paese.
Ora a tutti deve apparire chiaro che un atteggiamento come quello di un pezzo di centrodestra che sostiene di essere contrario alle violenze sui gay, ma contrario anche al riconoscimento dei diritti non porta da nessuna parte.
Ora a tutti deve apparire chiaro che non è più rinviabile il tema del superamento di tutte le discriminazioni, per pari diritti e dignità di tutte le persone.



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OMOFOBIA, SILURATA LA LEGGE
15 ottobre 2009
OMOFOBIA, SILURATA LA LEGGE
Pressing di Udc e Lega, il Pdl fa retromarcia. E salta il patto coi democratici
mercoledì 14 ottobre 2009 , di Il Secolo XIX

Roma. Colpito e affondato. Il testo di legge contro l'omofobia, strombazzato da maggioranza e opposizione come risposta condivisa della politica alle violenze contro gli omosessuali, è stato silurato ieri alla Camera dal fuoco incrociato di Pdl e Pd. Il Pdl ha fatto marcia indietro rispetto agli accordi raggiunti in commissione Giustizia, preoccupato dalle divisioni interne, dal forfait della Lega e dai rapporti con il Vaticano. Il Pd non ha voluto il ritorno in commissione del testo in assenza di una data certa per il suo varo ma, in questo modo, ha condannato a morte il provvedimento, mandandolo di fatto al macello sulla pregiudiziale di costituzionalità presentata dall'Udc che è stata approvata con il voto favorevole di centristi, Pdl e Lega.

Il cerchio si è chiuso nel pomeriggio di ieri in un'aula di Montecitorio affollata e coinvolta in una conta che, fino al giorno prima, risultava sulla carta a favore della legge firmata da Paola Concia del Pd, unico parlamentare dichiaratamente omosessuale e relatrice del provvedimento. Il sì alla pregiudiziale di costituzionalità ha mandato in soffitta un testo al quale la commissione aveva lavorato per un anno e che aveva ottenuto il consenso del Pdl anche per bocca del ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna.

Un testo bipartisan, dunque, elaborato in punta di penna, che modificava il Codice penale introducendo l'aggravante nel caso di reati frutto di «discriminazione sessuale» ma anche commessi con l'intento di offendere «l'orientamento sessuale» della vittima. Una norma concepita soprattutto per tutelare gay, lesbiche e transessuali sempre più bersaglio di raid e aggressioni. Ma proprio questa formulazione, allargata all'orientamento sessuale delle vittime, ha fatto saltare gli equilibri faticosamente raggiunti e ha indotto il Pdl ha chiedere il ritorno in commissione per modificare il testo, nonostante ci fosse l'accordo di portarlo in aula.

La richiesta è arrivata dal presidente della commissione Giustizia, Giulia Buongiorno, ma non è passata perché il Pd ha chiesto alla maggioranza di concordare una data limite (novembre) per il ritorno in aula. Il Pd e l'Idv hanno votato contro e, a sorpresa, anche un pezzo consistente del Pdl, che non ha voluto offrire un paracadute al provvedimento, portandolo al sicuro fuori dall'aula.

Questo è stato il passaggio che ha segnato il destino della legge Concia perché il voto sulla pregiudiziale di costituzionalità si è rivelato una tagliola mortale e ha determinato la decadenza del testo. Pdl, Lega e Udc hanno votato per l'incostituzionalità con l'eccezione di un gruppetto di finiani e laici fra i quali Italo Bocchino, Flavia Perina, Adolfo Urso, Chiara Moroni, Benedetto della Vedova e Giuseppe Calderisi. E' stato un dissenso di bandiera perché l'intero centrodestra ha silurato il provvedimento, trascinato soprattutto dalla Lega che avrebbe comune votato contro la legge con l'intento di rafforzare la sua affidabilità nei confronti del Vaticano. L'Udc è stato sempre contrario al testo ed ha confermato la sua posizione anche in aula. Il Pdl rischiava così di trovarsi spiazzato appoggiando da solo una legge che non godeva il favore della Chiesa. Non a caso, il ripensamento del Pdl è stato motivato dal vice-capogruppo, Bocchino, con l'esigenza di tutelare anche anziani e minori, non solo gay e lesbiche come prevedeva la proposta Concia. E questo in ossequio al Trattato di Lisbona contro le discriminazioni.Michele Lombardi



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